30 Apr 2018
30 Dic 2020
Se le regole vengono insegnate in maniera corretta il cane apprende molto facilmente. Il cane impara per prove ed errori. Se ad un comportamento seguirà un beneficio è facile che venga rispettato altrimenti il cane tenterà strade diverse fino ad ottenere quello che desidera.
Ci sono sostanzialmente due conseguenze che possono seguire un comportamento:
Il rinforzo rappresenta per l’animale una conseguenza positiva a un suo comportamento e per questo il cane tenderà a ripeterlo con maggiore frequenza. Ad esempio, se al cane viene dato un biscotto dopo che ha eseguito il comando “seduto!” tenderà a sedersi sempre più spesso nella speranza di ottenere il biscotto.
I premi che si possono utilizzare per rinforzare un comportamento dipendono dalle preferenze dell’animale e comprendono:
In ogni caso è buona norma non eccedere con premi in cibo, usarli solo durante le prima fasi di educazione e successivamente alternarli con gli altri tipi di rinforzi/premi (le carezze, le gratificazioni vocali,ecc.): Anche nel caso dei premi vale la regola della “coerenza” e bisogna quindi premiare sempre tutti i comportamenti corretti manifestati dal cane!
La punizione costituisce per l’animale una conseguenza negativa ad un suo comportamento e il cane tenderà a non ripetere il comportamento per il quale è stato punito. Perché la punizione sia efficace, deve seguire sempre ed immediatamente il comportamento che si vuole punire. Le punizioni che si possono utilizzare sono punizioni vocali con tono di voce deciso (un “NO!” secco) o ignorare completamente il cane. Ricordarsi però che il cane impara molto più rapidamente e piacevolmente con i premi che con le punizioni! Ignorare i comportamenti indesiderati significa: non guardare, non toccare il cane e non parlargli (quindi non dirgli di smettere) mentre, per esempio, ci abbaia perché vuole ottenere qualcosa, se non è sufficiente ignorarlo, allontanarsi e fare altro. Utilizzare la parola “NO” significare un’informazione parziale (dice solo che cosa noi non vogliamo, ma non che cosa vogliamo) e se associata a troppi comportamenti, rischia di perdere di significato. Non saltarmi addosso, non salire sul divano, non abbaiare, non tirare il guinzaglio, non entrare in casa con le zampe piene di fango, no …E’ come se salendo su un taxi pretendessimo che il guidatore ci portasse nella via giusta a furia di dire “no” ogni volta che l’autista imbocca una via sbagliata. Diciamogli qual’ è la via giusta e paghiamolo (ricompensiamolo) per la corsa. Lo stesso discorso vale per i comportamenti che decidiamo di ignorare. Ignorare ed interrompere con un “no” sono solo metà dell’informazione e significano che questa cosa non si fa o per lo meno non porta a nulla di positivo.
A questo punto dobbiamo aggiungere l’altra metà, ovvero dire al cane che cosa fare, per esempio chiedere di mettersi seduto e premiarlo se lo fa. Come detto in precedenza, è molto meglio dire regolarmente al cane cosa vogliamo che faccia (e premiarlo per averlo fatto) invece di lasciare che vada per tentativi e dirgli che cosa NON vogliamo che faccia. Fin da cucciolo il cane deve sapere quali sono in comportamenti corretti e quelli sbagliati: insegnare al cane in modo semplice, chiaro e coerente alcune regole base, come per esempio a mettersi seduto su nostra richiesta. E’ importante adottare sempre metodi di educazione gentili, mai basati sull’uso della forza fisica o della paura. Il rispetto reciproco e la creazione di un rapporto di fiducia permettono infatti di ottenere risultati migliori e duraturi nell’educazione del cane. Insegnare al cane a chiedere “per favore” per ciò che vuole, ad esempio mettendosi seduto, farà si che apprenda il modo educato e corretto per fare le sue richieste e nel contempo si eviterà che prenda ciò che vuole o che chieda in modo scorretto (ad esempio abbaiando o saltando addosso).
Giocare spesso con il cucciolo è un buon modo per rafforzare la fiducia e il legame tra cane e proprietario, si può giocare con il cane anche mentre gli si insegnano esercizi d’obbedienza o nuove abilità. Insegnare qualcosa di nuovo al cane deve essere un’esperienza divertente e gratificante, i cani imparano velocemente, a qualsiasi età. Insegnare al cane i comandi base, come “seduto”, “”vieni”, “resta”, ecc., permette un’efficace comunicazione cane-proprietario: non ci saranno incertezze o fraintendimenti, il cane saprà sempre che cosa il proprietario vuole da lui. Molti comandi sono utili alla vita di tutti i giorni.
Per insegnare nuovi comandi al cane, sopratutto se cucciolo, è opportuno mantenere le sessioni di istruzione brevi e piacevoli. E’ meglio fare sei sessioni da cinque minuti che una da mezz’ora (cani perdono facilmente la concentrazione!) E’ importante non fare le cose di fretta, trovare un ambiente tranquillo, lontano da ogni possibile distrazione per insegnare i nuovi esercizi. Se abbiamo già avuto cani in precedenza, bisogna ricordare che ogni cane è differente a ha una propria velocità di apprendimento. Se ci si accorge che il cane ha delle difficoltà ad eseguire un esercizio, probabilmente abbiamo avuto delle pretese eccessive e sarà necessario dedicargli più tempo e pazienza. Per finire, è importante terminare sempre una sessione di insegnamento positivamente, con un esercizio che il cane sa eseguire facilmente.
Fonte da: 30 GIORNI N. 4 “IL BIMESTRALE DEL MEDICO VETERINARIO”