06 Nov 2019
03 Dic 2018
Uno degli accertamenti diagnostici più comunemente e precocemente consigliato per la salute del cucciolo è l’esame coprologico. Si tratta della ricerca della eventuale presenza e, se sì, della valutazione qualitativa e quantitativa di parassiti, gastroenterici e respiratori, all’interno delle feci del nostro pet. Essi infatti possono essere presenti nel cucciolo ma anche nell’adulto, appartenere a diversi phyla (gruppo di animali con analoghe caratteristiche, quali protozoi, nematodi, trematodi e cestodi), ed essere specifici o meno per la specie esaminata.
Le vie di infestazione sono diverse: dalla madre attraverso il latte, per via transplacentare durante la gestazione, durante il travaglio nel canale del parto; da altri individui della stessa specie per via oronasale, mediante atteggiamenti quali il grooming (leccamento); dall’ambiente mediante l’esplorazione di escrementi o corpi di altri animali (lumache, lucertole, uccelli, roditori e pulci), per via trans cutanea attraversando corsi d’acqua stagnante; da individui di specie diverse domestiche o selvatiche. Si comprende bene come, essendo molteplici le vie di trasmissione, sia altamente probabile che un animale che vive fuori casa o abbia contatti con altri individui della propria specie o non, si possa infestare più di una volta nella vita. Inoltre, animali fortemente debilitati per altre patologie che inducono una immune depressione, possono essere vittima di più specie parassitarie.
Il problema di avere con se un animale infestato, non è solo legato alla salute o al benessere di questo ultimo e agli individui con lui conviventi, ma anche alla possibilità di trasmetterlo all’uomo, in particolare ad anziani, bambini, immuno depressi e in gravidanza, mediante atteggiamenti, quali baci, abbracci, leccanti o solo contatti con il proprio pet, ma anche cure routinarie, quali la pulizia della lettiera , la raccolta delle feci, oppure mediante l’ingestione di cibo crudo o poco cotto, esempio, verdura, carne ed insaccati, se l’animale ha accesso ai luoghi ove gli alimenti si conservano.
Dal momento in cui l’animale ingerisce un elemento parassitario potenzialmente infestante (uova, spore, proglottidi…o altro), al momento in cui le uova sono reperibili all’interno delle feci, quindi diagnosticatili, trascorre un periodo di tempo variabile da 20-30 giorni a 3-6 mesi a seconda del parassita, in cui quest’ultimo migra nel corpo dell’ospite e raggiunge lo stadio di adulto sessualmente maturo. In tutto questo periodo ottenere un esame coprologico negativo, non significa che l’animale sia esente da parassitosi, conseguentemente è opportuno ripetere più volte questo accertamento diagnostico.
L’importanza di eseguire un esame coprologico, per valutare se l’animale è infestato ed eventualmente trattarlo è fondamentale quando il proprietario porta l’animale in visita per sintomi quali dimagrimento, disoressia, vomito e diarrea, al fine di condurre un corretto iter diagnostico, escludendo per prime le elmintiasi. Per far capire l’importanza di questo esame ai fini della sanità pubblica e non, ricordiamo che vi è un documento (linee guida ESCCAP) regolarmente aggiornato, riguardante la prevenzione delle principali verminosi del cane e gatto, che consiglia almeno un esame coprologico, due trattamenti per parassiti intestinali nel cane e quattro nel gatto annuali, al fine di mantenere in salute i nostri i nostri pet e ridurrei più possibile la carica parassitaria e contaminazione ambientale. Noi consigliamo di eseguire almeno due esami delle feci annuali, se l’animale vive all’esterno, viaggia, o ritorna da una permanenza in canile o gattile.