17 Ott 2019

LEISHMANIOSI NEL VENETO ORIENTALE

La Leishmaniosi è una malattia parassitaria del sangue del cane, trasmissibile tramite un insetto succhiatore, il pappatacio, insetti notturni che come le zanzare fanno la loro comparsa al crepuscolo, rimanendo attivi fino all’alba, presente oramai in quasi tutta l’Italia. Le abitudini di farsi carico di animali provenienti da zone endemiche, i viaggi in zone a rischio e la diffusione dell’insetto vettore, ha reso questa malattia sempre più presente e conosciuta dai Veterinari del Nord Est. Anche se il Veneto orientale non può essere considerata una zona endemica, la costante presenza sul territorio di cani infetti che fungono da serbatoio deve farci riflettere. E’ necessario, anzi fondamentale, sottoporre ad un controllo sierologica annuale, i cani che vivono all’aperto, al fine di per tenere sotto controllo la diffusione di questa invalidante malattia.

Diffusione e Sintomi

La leishmania come detto, necessità di un insetto per diffondersi, il pappatacio, e ha un periodo di incubazione lungo e variabile, colpisce sia i cani giovani o vecchi, indifferentemente dal sesso o razza, non possono essere considerati al sicuro nemmeno i cani a pelo lungo, in quanto l’insetto va a pungere nelle zone prive di pelo, fra la cute e le mucose.

La sintomatologia è variabile, comune ad altre patologie meno invalidanti, spesso da non far sospettare nulla ai proprietari / detentori:

  • lesioni cutanee,
  • dimagrimento,
  • diarrea,
  • febbre altalenante,
  • aumento della sete e della diuresi,
  • astenia, zoppia,
  • fino ad arrivare a cecità, ascite e vomito.

Alla visita clinica, la forma cutanea presenta delle lesioni caratteristiche in aree ben precise, quali: la zona peri-oculare, dorso del naso, e la cute dell’orecchio. La forma viscerale, che è sicuramente la più grave, può comportare:

  • linfoadenomegalia, 
  • anemia,
  • epatomegalia,
  • splenomegalia
  • lesioni articolari
  • lesioni renali e oculari

Dopo la visita clinica è sempre necessario approfondire gli accertamenti con esami sierologici del sangue e un’ accurata diagnostica per immagini (ecografie e radiografie dell’addome), oltreché ripetere periodicamente gli stessi su indicazione del Medico veterinario.

Diagnosi

Sono disponibili diversi test diagnostici, che permettono di individuare il parassita prima ancora che la patologia abbia il sopravvento, ovvero, prima ancora che abbia avuto il tempo di provocare eccessivi danni agli organi interni. Fondamentale che i cani che potenzialmente a rischio; che vivono o hanno transitato in zone endemiche, sostando all’aperto nelle ore serali o notturne ove è presente il pappatacio, effettuino esami sierologici  del sangue per verificare la presenza del parassita Leishmania infantum.

Terapie

La Leishmania è curabile, diversi sono i protocolli terapeutici, variabili da caso a caso, scelti dal Medico Veterinario dopo aver approfondito il grado di infezione e i danni indotti dal parassita nel tempo intercorso. Vi sono terapie che prevedono cicli di iniezioni di N-metilglucamina, altre, che prevedono l’uso dell’  Allopurinolo somministrato per bocca, inoltre, durante le cure è necessario adottare terapie di supporto e di aiuto agli organi infetti oltreché ad una dieta dedicata.

Conclusioni

Tutti, Medici Veterinari e Proprietari devono impegnarsi per contrastare la diffusione di questa malattia, i primi proponendo test sierologici nei soggetti a rischio, i proprietari rivolgendosi con fiducia al professionista ai primi sintomi di malessere; la diagnosi, la diagnosi precoce è a tutt’oggi la migliore arma contro questa malattia.

Possiamo cura solo ciò che diagnostichiamo…