17 Nov 2020

Il comportamento del cane

Tutti i cani sviluppano naturalmente legami affettivi con i loro proprietari e diventano parte integrante della famiglia. Chi adotta un cane deve sapere che è un compagno gregario che ha bisogno di regole da seguire. La strategia generale deve essere quella di premiare i buoni comportamenti e ignorare quelli sgraditi, evitando urla e punizioni. E’ fondamentale che i proprietari trasmettano coerentemente il messaggio che sono le persone a gestire le risorse principali (cibo, giochi, attenzioni e spazi). L’educazione inizia dal primo giorno dell’adozione e se attuata quando il cane è cucciolo svolge un ruolo cruciale nella prevenzione dei comportamenti indesiderabili. E’ importantissimo abituare il cane fin da cucciolo a un gran varietà di situazioni e familiarizzare con diversi tipi di persone, cani e altri animali domestici.

Come tutti gli animali, i cani manifestano un repertorio comportamentale caratteristico di specie, come:

  • L’organizzazione sociale,
  • Il comportamento predatorio,
  • La difesa del territorio.

Le caratteristiche con cui il repertorio viene espresso dipendono anche dalle esperienze del singolo animale e su  queste il proprietario gioca un ruolo chiave. Talvolta, l’espressione di alcuni comportamenti può essere inappropriata alla situazione o così intensa da creare problemi di gestione dell’animale. Nei casi più estremi si può arrivare ad una difficile convivenza con l’uomo. Per questo è importante che il proprietario abbia le informazioni necessarie per prevenire queste situazioni.

Il cane, animale sociale

I cani sono animali sociali e come tali sono naturalmente predisposti a seguire regole di gruppo (che favoriscano un’armoniosa vita di gruppo). Chi adotta un cane dovrebbe essere quindi consapevole che questo nostro compagno, così prezioso e antico, ha bisogno di regole da seguire proprio per la sua natura sociale. Ci sono regole che i cani imparano spontaneamente e molto facilmente ed altre che devono essere attivamente insegnate. Dapprima il cucciolo viene educato dal cane adulto del suo gruppo, nel momento in cui viene adottato, successivamente il ruolo di educatori passa ai proprietari che dovranno indicare quali sono i comportamenti corretti da seguire. Quando il cucciolo arriva in famiglia non è una “tabula rasa”. Ha già un suo patrimonio di comportamenti dettati in parte dalle sue caratteristiche genetiche e in parte dalle esperienze precoci fatte nei primi mesi di vita. A seconda che sia molto vivace o molto tranquillo può essere più o meno difficile insegnargli a controllarsi quando desidera qualcosa. Dare regole non significa affatto avere un comportamento rigido e impositivo, ma semplicemente trasmetteremo con coerenza il messaggio di ciò che è consentito e ciò che non lo è. La strategia generale è quella di premiare i buoni comportamenti e ignorare quelli sgraditi, evitando urla e punizioni, ché spesso finiscono per spaventare il cucciolo e renderlo più eccitabile ed imprevedibile. Per esempio, si può chiamarlo quando è tranquillo e ignorarlo quando è eccitato. Se invece, come spesso purtroppo accade, le persone rispondono all’eccitazione con altrettanta eccitazione – giocano o sgridano il cane – c’è il rischio di insegnare al cane, senza rendersene conto, che per avere l’attenzione bisogna agitarsi.

 

Fonte da:  30 GIORNI N. 4  “IL BIMESTRALE DEL MEDICO VETERINARIO”