21 Giu 2018
06 Nov 2024
Scelta del “partner”, che, deve essere in buona salute, non necessariamente in ottima, la prolificazione non deve essere esclusiva di animali perfetti, che poi non esiste per nessuno! Opportuno però, sapere in quali condizioni cliniche è il mio animale, prima di iniziare un percorso cimentoso. La fattrice avere un’età fra il secondo e il settimo anno di vita, quindi un cane adulto ma non ancora vecchio, che sia in forza per “portare” i cuccioli in grembo che partorirli. La “coppia”, si deve conoscere prima, affinché, con il gioco imparino a fidarsi. La monta va fatta a casa del maschio o in terreno neutro, perché l’allontanamento dal suo territorio potrebbe inibirlo e ridurne la virilità. Fate più monte nelle 48 ore, aumenta la possibilità di successo.
La gravidanza dura indicativamente 2 mesi, particolare attenzione deve essere posta nell’alimentazione, soprattutto nella seconda metà della gestazione, quando i feti prendono peso. Vi deve essere un maggiore apporto di calorie senza eccessivo aumenti di volume. Ci sono alimenti specifici per le gravidanze, purtroppo assai costosi; personalmente credo, che , se non vi sono intolleranze o allergie si possa integrare con del latte vaccino parzialmente scremato, nella dose giornaliera indicativa di 150 ml per ogni 10 kg di peso (peso forma, prima della gravidanza), il latte è ricco di proteine e carboidrati, apporta calcio assimilabile, è quindi un alimento adatto sia alla gravidanza che alla successiva fase di allattamento. La fattrice va posta almeno 15 giorni prima “nella stanza del parto”, il “nido”, deve essere in un posto tranquillo, tiepido, appartato, silenzioso, e deve avere la possibilità di allontanarsi per le necessità fisiologiche e per un “riposo”, allo stesso modo i cuccioli non devono poter abbandonare il “nido” nel loro primo mese di vita, ideale le casse parto con ai lati sponde laterali anti schiacciamento.
Si può presumere la data del parto, misurando la temperatura rettale mattino e sera nell’ultima settimana di gravidanza, quando scende di 1° grado, sta per iniziare. Il parto avviene normalmente dopo il 60° giorno, ma, molti fattori possono variarne i tempi. il Veterinario stabilirà la data presunta, sulla base dell’anamnesi raccolta, opportuno non superare il 65°, in tale caso il dottore proverà ad indurre il parto farmacologicamente, in caso di insuccesso, effettuerà il taglio cesareo. A parto iniziato aumenterà la frequenza respiratoria e inizieranno le contrazioni, va lasciata tranquilla, osservandola senza chiamarla o incitarla, intervenendo solo se vedete il cucciolo è “metà dentro e metà fuori”; buona idea fare dei filmatini da inviare al Veterinario on line, che può farsi un’idea se sta andando tutto per il meglio. La durata del parto dipende dal numero di cuccioli e può coprire un’ intera giornata, con intervalli di ore fra fra due uscite consecutive, ma, se dopo 2 ore non espelle, è bene contattare il Medico. Appena nati i cuccioli vanno controllati, annotando: orario, sesso, peso, presenza di placenta, aspirato il fluido dalla bocca e faringe (uso di perette neo natale), vanno strofinati e puliti con asciugamani caldi, senza l’uso di detergenti. La temperatura della stanza a 25°, se i cuccioli da soli e solo per la prima settimana 32°. Perdite vulvari siero emorragiche della mamma, per alcuni giorni dopo il parto sono nella norma, generalmente sono residui placentari, la conferma la darà il Dottore alla visita clinica.
Fondamentale che il cucciolo si attacchi subito al capezzolo, assimilando gli anticorpi presenti nel latte colostrale; le prime 24 ore sono basilari. Se il cucciolo mangia, sarà tranquillo e passerà il suo tempo fra una poppata e l’altra a dormire senza lamentarsi, diventando con il passare dei giorni sempre più esigente, “consumando” quelle fattrici fin troppo pazienti (non tutte). Fate particolare attenzione durante la terza e quarta settimana, perché è il momento di massima assunzione di latte e rischio (grave) di collasso puerperale della mamma, patologia causata da carenza di calcio, che si manifesta con tremori, aumento della frequenza respiratoria e a volte convulsioni, in tal caso va consultato subito il primo Veterinario reperibile. Si può aiutare l’allattamento con del latte artificiale, ridurrà le “pretese” dei cuccioli, sempre più esigenti, vanno bene tutte i brand in commercio, fondamentale somministrarlo a giusta temperatura (40°c) per provocare congestioni.
Più grande la taglia, più precoce sarà. E’ bene iniziare alla comparsa dei dentini da latte, indicativamente dal 25° giorno, offrendo cibo direttamente in bocca, o sciogliendolo/diluendolo con del latte in polvere sulle ciotoline. Si aumenta la quantità giornalmente, sino ad arrivare nelle taglie grandi, ad essere completamente autonomi dalla mamma al 50 ° giorno, un paio di settimane in più per le razze TOY. Alcuni cuccioli non vogliono smettere di allattare, anche solo per “vizio”, provocando con i denti lesioni ai capezzoli, in tale caso è opportuno intervenire e separali. Sino ai quattro mesi i cuccioli devono mangiare cibo PUPPY che va dato 4 volte al giorno, dal 5° mese sino all’anno, cibo YUNIOR in 3 pasti al di. Dopo l’anno, si passa al MANTENIMENTO in 2 pasti giornalieri per le taglie medie e piccole, mentre per le grandi è opportuno aspettare sino ai 15/18 mesi.