12 Mar 2021

Gli errori nella comunicazione tra uomo e cane

Grazie alla coevoluzione, la comunicazione tra uomo cane ha reso possibile l’utilizzo di codici simili e decifrabili da parte di entrambe le specie. L’uomo tuttavia spesso adotta una comunicazione errata, incoerente o ridondante e non interpreta prontamente e in maniera corretta gli avvertimenti inviati dal cane. Il cane, prima di arrivare allo scontro diretto, invia una serie di segnali il cui fine è quello di interrompere l’interazione o chiedere distanza: un cane a disagio (preoccupato o spaventato da un’interazione troppo invadente) può iniziare a:

  • Sbadigliare;
  • Ammiccare e leccarsi il naso;
  • Volgere prima la testa e poi il corpo dal lato opposto all’interlocutore;
  • Dare la zampa e, se non confinato od obbligato a rimanere in quella situazione, allontanarsi.

Se tali segnali non vengono colti o il cane non può allontanarsi, può iniziare a spostare all’indietro le orecchie, accucciarsi portando la coda sotto l’addome, assumere un postura sdraiata. Infine, può iniziare ad irrigidirsi, ringhiare, pizzicare, se i messaggi precedenti non vengono colti, mordere. I cani sicuri di se possono, invece, mostrare da subito un comportamento molto asservito assumendo una postura alta e molto rigida e fissando insistentemente l’interlocutore; se il messaggio non viene colto possono iniziare a ringhiare, secondariamente, pizzicare e mordere. In entrambi i casi il ringhio non deve mai essere sottovalutato e può esser consigliabile una visita comportamentale da parte di un medico veterinario esperto in comportamento animale. Come proprietari è quindi importante essere in grado di tutelare il proprio cane taglia approcci scorretti ed avere una comunicazione chiara e coerente per diventare una figura autorevole (non autoritaria) di cui il cane possa fidarsi.

Coerenza

E’ importante essere coerenti quando comunichiamo con il cane. Come esseri umani prediligiamo la comunicazione verbale, spesso abusandone: capita di utilizzare  molti vocaboli per richiedere al cane di sedersi, non poniamo particolare attenzione al tono e al timbro della nostra voce, richiediamo una cosa al cane comunicando però, con linguaggio non verbale, l’esatto opposto. Meglio quindi avere dei vocaboli bene chiari, univoci e concordati tra tutti quelli che si occupano attivamente del cane, pronunciati con un determinato tono di voce, per indicargli ciò che vorremmo da lui.

Esempi

Un esempio può essere il modo in cui richiamiamo il cane o quando lo si vuole invitare a seguirci: spesso ci poniamo  frontali indicando la direzione opposta a quella dove vorremmo andare, con una postura rigida e statica, utilizzando troppi vocaboli per noi simili e per il cane poco comprensibili e arrivando a richiamarlo gridando o comunque con un tono di voce perentorio. E importante in questo caso ricordarsi di assumere una postura e una direzione ben precisa: assumendo una posizione ruotata verso la direzione dove si vuole andare, iniziando a camminare in quella direzione e ponendo particolare attenzione al tono e al timbro di voce che si utilizza che dovrà essere giocoso e invitante.

Regole

Esser coerenti significa anche valutare attentamente cosa vorremmo che il cane facesse/non facesse e impostare da subito delle regole corrette: non possiamo insegnare e richiedere al cane di saltarci addosso per poi sgridarlo quando siamo vestiti con abiti che temiamo possa rovinare o pretendere che sia calmo dopo averlo eccitato salutandolo con voce acuta o toccandolo in maniera troppo energica.

Conclusioni

Infine, nel caso di comportamento indesiderato, meglio ignorare (non guardo, non parlo, non tocco) il cane evitando punizioni; scongiureremo così l’instaurarsi di situazioni conflittuali che potrebbero provocare  enorme disagio al cane portandolo a esprimere anche comportamenti di aggressione per paura o per irritazione. Una comunicazione coerente, autorevole e non autoritaria insieme ad una corretta comprensione della comunicazione del cane, possono prevenire problematiche di convivenza.

 

 

 

 

Fonte da:  30 GIORNI N. 4  “IL BIMESTRALE DEL MEDICO VETERINARIO”