27 Feb 2020

LA PRIMAVERA DELLE TARTARUGHE

Le tartarughe non sono in grado di mantenere costante la propria temperatura corporea in maniera autonoma. La temperatura interna, è strettamente dipendente da quella esterna, vengono pertanto detti animali a sangue freddo o più propriamente eterotermi. Come tutti dispongono di organi interni che funzionano bene solo a determinate temperature, se scende oltre ad un certo range, scatta il meccanismo di protezione che induce ad un rallentamento delle funzioni metaboliche e ad un rallentamento di tutte le attività (per ridurre i consumi) e l’animale va in letargo. L’abbassamento delle funzioni metaboliche riduce la risposta dell’organismo alle infezioni batteriche, micotiche e virali, aumentando il rischio che si ammali. Ciò premesso, risulta fondamentale che vada in letargo nelle migliori condizioni fisiche, si consiglia una visita dal proprio Medico Veterinario prima di tale periodo.

Il letargo

Non esiste una data precisa dell’inizio del letargo, dipende dalle condizioni climatiche, potrà variare di anno in anno, fondamentale che prima dei mesi freddi sia verificato il buon stato di salute e che il ricovero/ambiente sia adatto per potersi riparare. Nei climi non eccessivamente rigidi basterà il riparo di un cespuglio o di un rovo, se invece la temperatura scende velocemente e prossima allo zero centigrado, le tartarughe si proteggeranno dal freddo sotterrandosi per sfruttare il calore proveniente dal sottosuolo.

Il Risveglio

L’uscita dal letargo è un momento di difficoltà per tutte le tartarughe, il lungo periodo trascorso con il metabolismo ridotto al minimo le ha indebolite, normalmente vi è un calo ponderale di circa il 10% del proprio peso. Inoltre se non hanno scavato a sufficienza interrandosi a dovere, potrebbero fuoriuscire ai primi raggi di sole, per poi trovarsi scoperte alle gelate tardive. Normalmente gli esemplari che escono prima sono quelli che non si sono ben protetti e destinati ad ammalarsi più facilmente.

Consigli

Al risveglio è bene mettere subito a disposizione una ciotola di acqua tiepida dove potersi fare il bagno, cambiandolo giornalmente per tenerla pulita e controllandone la temperatura. Il livello dell’acqua deve essere tale da immergere quasi totalmente il carapace e permettere alla testa di fuoriuscire per respirare. Fuori dalla ciotola di acqua vi deve essere un posto dove potersi rifugiare e continuare a mantenersi calde e idratate. Da subito va alimentata con cibi naturali come le graminacee (ricche di fibra) che potete raccogliere anche nei prati cittadini, evitando cibi eccessivamente proteici e la frutta di cui è golosa.

È bene da subito portarla dal Medico Veterinario per fare un controllo visivo, in particolare modo verificare rigonfiamenti della pelle o segni di necrosi, fate particolare attenzione ai continui sbadigli, sintomo di possibile raffreddamento.

Infine, si consiglia di separare le femmine dai maschi, solitamente più aggressivi al risveglio.